I SUGGERIMENTI DEL FMI A TREMONTI: TAGLIA PENSIONI E SALARI AI DIPENDENTI PUBBLICIRiforme, ecco la parola magica ritornar fuori. Quali saranno? Tremonti le dice senza pensarci troppo, quella fiscale/previdenziale, quella pensionistica, e quella del federalismo fiscale.
La strategia del Governo italiano per un rientro graduale del deficit pubblico sotto il 3% del Pil entro il 2012 è basata su dei target di consolidamento fiscale (1,75% del pil nel periodo 2010-2012) che gli ispettori del Fmi «approvano» ma allo stesso tempo mettono in guardia sul fatto che l'aggiustamento fiscale è basato su una «stima ottimistica di ripresa forte e sostenuta, sulla piena attuazione dei precedenti piani di consolidamento annunciati e su misure aggiuntive che non sono state ancora annunciate». Così il comunicato finale del Fondo al termine della missione in Italia guidata da Adam Bennett che fanno girare le agenzie. Come dire, cari amici italiani voi siete i soliti ottimisti, ma questa volta non potete fare i creativi, dovete cominciare a rispettare i patti.
Rispettare i patti, vuol dire adoperarsi per un rientro graduale del deficit pubblico sotto il 3% del Pil entro il 2012.
Siccome i tecnocrati del FMI non vanno per il sottile, qualche consiglio lo hanno dato.
Il Fondo suggerisce - cosi si legge - che «il contenimento dei salari dei dipendenti pubblici dovrebbe essere un elemento chiave della strategia di consolidamento. La progressiva riduzione del pubblico impiego dovrebbe proseguire e il rigido controllo degli stipendi pubblici è necessario, in particolarmente a livello di governo locale».
Il secondo suggerimento, invece, è ancora, più comprensibile, in Italia - così si legge in un'agenzia ANSA - è già stato fatto molto per riformare il sistema pensionistico ma nel breve periodo si rischiano squilibri fra le diverse generazioni e si dovrebbe dunque pensare ad «anticipare alcuni parametri, soprattutto quello dell'età pensionabile».
Tremonti, quello che pensava di essere roobin hood, dal canto suo fa sapere di condividere l'analisi di chi in questi decenni ha affamato mezza popolazione mondiale, ed apprezza "le valutazioni e le cose positive dette sull'attività di governo raccogliendo al tempo stesso la sfida per le riforme. Abbiamo tre anni davanti - chiosa il Ministro - e faremo le riforme strutturali necessarie per l'Italia».
30/03/2010
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