28 gennaio 2010

Irak, i crimini dilazionati nel tempo della follia militare e affaristica degli USA. Il silenzio dei governi loro complici

Cancro, l’eredità dell’invasione statunitense

Dimenticatevi del petrolio, dell’occupazione, del terrorismo ed anche di Al Qaeda. Ora il vero pericolo per gli iracheni è il cancro. Il cancro si sta espandendo come una nuvola di polvere. Migliaia di bambini stanno nascendo deformi. Sono i medici che denunciano l’aumento delle patologie tumorali e dei difetti congeniti, specialmente nelle città più bombardate da USA e Gran Bretagna.

Ecco alcuni esempi.
A Falluja, bombardata intensamente nel 2004 dagli Stati Uniti, il 25% dei neonati [1] hanno gravi anomalie congenite, tumori cerebrali e difetti neurologici nella spina dorsale. Secondo Al Jazeera English [2], il tasso di malattie cancerose nella provincia di Babil, a sud di Baghdad, è salito dai 500 casi diagnosticati nel 2004 ai 9.082 del 2009.

A Bassora nel 2005 sono stati diagnosticati 1.885 casi di cancro. Il dottor Jawad al Ali, direttore del Centro oncologico sostiene che il numero è aumentato a 2.302 nel 2006 e a 3.071 nel 2007. ed ha dichiarato sempre ad Al Jazeera English che il centro visita dai 1.250 ai 1.500 pazienti al mese.

Non tutti sono disposti a stabilire una relazione diretta tra i bombardamenti di quest’area da parte degli alleati e i tumori, il Pentagono nega ogni correlazione. Ma medici iracheni e qualche esperto occidentale puntano il dito contro le enormi quantità di uranio impoverito usato nelle bombe britanniche e statunitensi.

Il dott. Ahmad Hardan, consulente dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Nazioni Unite e ministero iracheno della sanità, afferma che ci sono le prove scientifiche del rapporto di causa effetto tra l’uranio impoverito e le malattie tumorali. Ha dichiarato ad Al Jazeera English [3]: “I bambini con anomalie congenite sono studiati in ogni aspetto clinico, genetico, famigliare e ostetrico. Questi studi a carattere internazionale dimostrano le conseguenze disastrose dell’uranio impoverito”.

I medici iracheni sostengono che i tumori sono aumentati tanto dopo la guerra del 1991 quanto dopo l’invasione del 2003. Abdulhaq Al-Ani, autore di “Uranio in Iraq”, ha detto ad Al Jazeera English [4] che per l’U238 il periodo d’incubazione è di cinque/sei anni, il che coincide con i picchi registrati nel 96/97 e 2007/2009.

Ci sono pure evidenti somiglianze fra i difetti dei neonati iracheni e afgani nati nelle zone bombardate con uranio impoverito. Il dott. Daud Miraki, direttore del Fondo Afghano su Uranio Impoverito e Recupero, ha riferito ad Al Jazeera English di aver trovato le prove dell’effetto dell’uranio sui neonati della zona orientale e sud-orientale dell’Afghanistan. “Bimbi maschi nascono senza occhi, polmoni o con tumori nel viso e negli occhi”.

Ma non capita solo a iracheni e afgani. I figli dei soldati statunitensi impiegati in Iraq durante la guerra de 1991 subiscono effetti simili [5]. Nel 2000 la biologa irachena Huda Saleh Mahadi ha indicato che la deformità nelle mani deformi dei bambini statunitensi unite direttamente alle spalle è una deformità presente anche fra i bimbi iracheni.

Molti soldati USA parlano della Sindrome del Golfo e attribuiscono all’esposizione all’U238 in Iraq l’insorgenza dei loro tumori. Ma loro almeno possono sfuggire all’esposizione una volta terminato il servizio in Iraq. Sono i civili iracheni che non sanno dove andare. L’acqua, la terra e l’aria in ampie zone dell’Iraq, Baghdad compresa, sono contaminate con U238 che ha una vita media di 4.500 milioni di anni.

Il dottor. Doug Rokke, ex-direttore del Progetto Uranio Impoverito dell’esercito statunitense durante la prima Guerra del Golfo, si era incaricato di un progetto per decontaminare i carri armati USA. Ad Al Jazeera English [7] ha raccontato che “Il dipartimento di Difesa statunitense ebbe bisogno di strutture plurimilionarie con fisici e ingegneri specializzati e tre anni di tempo per portare a termine quel progetto (24 carri armati decontaminati). E che cosa può fare l’iracheno medio con migliaia e migliaia di chili di carcasse e di veicoli usati in tutto il deserto?”.

Secondo Al Jazeera [8], il Pentagono ha usato più di 300 tonnellate di uranio impoverito nel 1991. Nel 2003 gli USA ne hanno usato più di 1.000 tonnellate.

di Jalal Ghazi

Note:
[1] http://www.guardian.co.uk/world/2009/nov/13/falluja-cancer-children-birth-defects
[2] http://www.youtube.com/watch?v=wnGz51kjHnE
[3] http://english.aljazeera.net/archive/2003/10/2008410163515321636.html
[4] http://english.aljazeera.net/news/middleeast/2009/10/2009101213552137511.html
[5] http://www.youtube.com/watch?v=vCm2ESXGiAo&feature=related
[6] http://www.youtube.com/watch?v=Ods5MPaxLYI
[7] http://www.aljazeera.net/NR/exeres/86F97BE3-F2BB-41CF-AC87-291A751DFFE6
[8] http://www.youtube.com/watch?v=XPaqsv_Z_80

Fonte: http://news.newamericamedia.org/news/view_article.html?article_id=80e260b3839daf2084fdeb0965ad31ab

Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura di F.R. del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

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