Quanti oggi conoscono la parola Porrajmos? Pochissimi. Ciò ci dimostra come la memoria dei popoli che chiamiamo "zingari", fatichi a trovare posto nella storia italiana. Porrajmos è il termine con il quale i sinti e i rom definiscono il divoramento subito in Europa tra il 1934 e il 1945. Nel 2010 si continua a celebrare la giornata della memoria dimenticandoci delle altre vittime del genocidio nazista. La persecuzione razziale subita dai rom e dai sinti è stata rimossa o addirittura negata.
Nel 2010 la questione sinta e rom, può sembrare secondaria, ma non lo è. Essa è dirompente nella nostra società e pone delle contraddizioni. C'è chi afferma che queste popolazioni siano un grave problema di sicurezza e invece riflettono le nostre insicurezze sociali. Le popolazioni rom e sinte presenti in Italia, non sono tutte immigrate: circa 70mila su 150mila sono cittadini italiani. Su queste popolazioni pesano non una, ma più face di una tragedia europea, quella del genocidio nazista: si calcola che più di 500mila persone hanno conosciuto lo sterminio. In Europa e in Italia nacquero campi di sterminio simili al lager di Auschwitz. In Italia ci furono le leggi razziali negli anni Trenta e Quaranta del Novecento, ma quella che colpì duro fu la Circolare Bocchino del 1943. In Germania e nell'intera Europa c'era una Legge che prevedeva la pulizia dai "zingari", semplicemente perché considerati come degli "asociali". Addirittura ad Auschwitz esisteva un ghetto nel ghetto, riservato proprio per i Rom e i Sinti: erano le baracche chiamate Zigeuner Lager, proprio per marcare questa divisione dagli altri internati. Non possiamo far finta di non vedere che oggi continuano ad esistere i ghetti e campi nomadi, che c'è un ritorno di leggi razziali (vedi il pacchetto sulla sicurezza), che l'intolleranza alimentata dalle paure mediatiche, nei confronti di queste popolazioni cresce, Che molti si auspicherebbero una polizia etnica, la deportazione in altri paesi e alcuni le camere a gas. Non li voliamo vicino casa nostra, sono delinquenti, ladri di bambini, associali, sporchi, incivili.
La storia si ripete, per questo dobbiamo ricordare, non solo lo shoah, ma anche il porrajmos; dobbiamo ricordare che nei campi di concentramento i rom e i sinti, avevano le pari opportunità per morire nelle camere a gas, come tutti gli altri prigionieri: ebrei, comunisti (prigionieri politici), omosessuali, testimoni di Geova e portatore di handicap.
La giornata della memoria va ricordata per tutte le vittime dei lager nazisti non solo per gli ebrei.
Irene Rui
Federazione della Sinistra Vicenza
27/01/2010
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