28 marzo 2009

Il governo stravolge il Testo Unico varato da Prodi. Paolo Ferrero, segretario Rifondazione Comunista: «Vergogna»

C’è «licenza di uccidere».
Meno regole e più soft per
la sicurezza al lavoro

Mille e cento morti. Ogni anno. Destinati a diventare di più, molti dipiù. Perché è accaduto che la destra, la destra che governa questopaese, con un colpo di mano abbia deciso, ieri, di attenuare le normeantinfortunistiche e, soprattutto, abbia deciso di ridurre le sanzionicontro le imprese che non rispettano gli standard di sicurezza. D’orain poi chi «risparmia» sulla salute, sulla vita dei dipendentidovrebbe andare incontro ad una sanzione. Ad una multa. Massimo,ottomila euro. Le sanzioni penali, se mai ci saranno, sarannocircoscritte ai casi gravissimi. Per capire: con le nuove norme forsesarebbe stata condannata solo la Thyssen. Forse.Tutto è avvenuto ieri, si diceva, al consiglio dei ministri. Ilresponsabile del Welfare, Sacconi ha presentato un decreto - il cuitesto comunque ancora non è stato reso pubblico -, correttivo dellalegge che regola la materia. Legge che fu l’ultimo atto del governoProdi. L’esecutivo di centrosinistra, già sfiduciato dalle Camere, loapprovò in fretta e furia, per superare le resistenze dellaConfindustria. Era un impegno che le forze di sinistra avevano presocol sindacato ed era evidente a tutti che, se non fosse statoapprovato subito, non lo sarebbe stato mai più. Così, fu dato il vialibera ad un insieme di norme. Alcune però scritte davvero troppovelocemente. Prodi decise allora di varare una «legge delega» percorreggere alcune contraddizioni.Ed è proprio sfruttando questa «delega» che il centrodestra ha varatoieri le nuove norme. Che stravolgono l’impianto, la «filosofia» delleleggi - raccolte nel Testo Unico - volute dal centrosinistra. Conun’aggravante: questa procedura non prevede passaggi parlamentari.Della mostruosità legislativa - non è un’esagerazione, un po’ tuttigli osservatori l’hanno definita così - non si discuterà in aula,insomma. Ci sarà al massimo un confronto con le forze sociali, poidiventerà operativa.Degli aspetti più aberranti, s’è già detto. Ma c’è molto altro. Coldecreto deciso ieri la «competenza» delle questioni che riguardano lasicurezza dovrebbe essere tolta alle strutture sindacali di base. Nonsaranno più le Rsu ad occuparsene, insomma. Le aziende tratterannosolo col delegato alla sicurezza. E solo con lui.E ancora. Di ancora più «meschino», sempre per usare le espressioniutilizzate ieri. D’ora in poi, grazie alle nuove leggi delcentrodestra, sarà possibile «demansionare» un lavoratore. Sì, perchéanche attraverso questo decreto, il governo interviene perregolamentare al ribasso la contrattazione sulle condizioni di lavoro.Prima, infatti, la legge individuava una serie di attività«pericolose» dalla quale dovevano essere esclusi alcuni soggetti. Checomunque non potevano essere dequalificati. Ora invece se undipendente non può svolgere una mansione pericolosa, potrebbe esseretranquillamente «retrocesso» nel mansionario. Conserverà solo ilvecchio salario ma potrà essere impiegato in qualunque altra attività.Infine, naturalmente, la parte che più fa gridare allo scandalo:quella che si riferisce alle sanzioni. Prima, davanti alleinadempienze delle imprese, era il giudice a decidere se dare corso adun procedimento penale o elevare una multa. D’ora in poi non sarà piùcosì: basterà pagare. Tranne, s’è detto, casi gravissimi (di cuimanca, per altro, ancora la definizione dettagliata).Ce n’è quanto basta, insomma, perché tutti urlino il proprio sdegno.Urlare è il verbo giusto comunque: stavolta non si pesano tanto leparole, non si va per il sottile. Così c’è il segretario della Cgil,Epifani, che parla di «errore grave. Incomprensibile». Più esplicitoil segretario della Fiom, Cremaschi - che è anche responsabile dellasicurezza dell’organizzazione - che senza tanti giri di parole diceche «per colpa del governo ci saranno più morti». E c’è - sul versantepolitico - il segretario del Prc, Ferrero. Anche lui diretto:«Vergogna. La vita dei lavoratori a parere del governo non è degna diessere tutelata. Il governo protegge gli interessi dei padroni allafaccia della sicurezza dei lavoratori».Di più. L’ex ministro Fabio Mussi, ora uno dei leader di Sinistrademocratica, mette in parallelo la legge che vieta il testamentobiologico e il decreto di ieri. Per dire che siamo di fronte ad unavera e propria «due giorni delinquenziale: giovedì - in nome dellavita - il corpo di malati estremi privi di coscienza vienestatalizzato contro la loro volontà; il venerdì - in nome del profitto- si amplia la libertà di uccidere lavoratori vivi e coscienti».E assieme a queste dichiarazioni, c’è quella più «nel merito» diPatta, ex sottosegretario del governo Prodi, uno degli estensori dellanormativa: «Le modifiche contrastano coi principi della direttivaeuropea e con lo Statuto dei lavoratori». E, una volta tanto, al corosi uniscono anche i dirigenti del piddì. Primo fra tutti l’ex ministroDamiano: il governo ha scelto di abbassare la guardia su un tema cosìrilevante.Si potrebbe continuare a lungo, ma il senso è chiaro. Resta da direche il decreto - e anche questo basterebbe a valutarlo - è statosalutato positivamente dalla Confindustria. E resta da dire dellaCisl. La seconda confederazione ha parlato attraverso il segretarioRenzo Bellini, responsabile della sicurezza. Che usa parola gravi:«Ora che il consiglio dei ministri ha formalizzato la posizione delgoverno si deve avviare al più presto la fase di concertazione con leparti sociali per trovare il massimo di condivisione possibile.Durante questo confronto porteremo proposte per migliorareulteriormente il testo». A lui, insomma, quel decreto non dispiace. Maè davvero l’unico a pensarla così. Oltre agli imprenditori, naturalmente.





Liberazione


del 28/03/2009

0 commenti: