22 febbraio 2009

Non sono bestie, sono persone, uomini, donne, bambini. E' un popolo migrante

La verità dei migranti su quanto accaduto a Lampedusa. E ora rischiano di rimanere nei CIE fino a 6 mesi!

«I venti immigrati trasferiti dal Cie di Lampedusa a quello di Torino dopo l'incendio di pochi giorni fa alla struttura dell'isola siciliana hanno ricostruito la loro versione dei fatti, spiegandoci le ragioni alla base della rivolta, ben diverse da quanto hanno dichiarato i responsabili del centro e le forze dell'ordine.
Queste persone - dichiarano Vittorio Agnoletto, eurodeputato Prc, e Alberto Deambrogio, consigliere regionale Prc, che hanno visitato oggi pomeriggio il Cie di corso Brunelleschi insieme a Michele Curto di Libera e all'avvocato Gianluca Vitale - ci hanno spiegato che i disordini sono cominciati per un motivo preciso: si erano rifiutati di firmare la notifica della convalida del decreto di trattenimento nel Cie che faceva scattare i 60 giorni di permanenza dal 29 gennaio e non dal 9 gennaio, giorno dell'effettivo arrivo di queste persone a Lampedusa. Dunque immigrati che si trovavano lì dall'inizio dell'anno rischiavano di dover trascorrere nella struttura 80 o 90 giorni, molto più di quanto previsto. Comprensibile, viste anche le pessime condizioni di vita nel Cie, che si siano opposti a questa presunta grave irregolarità.
Di qui, secondo i venti immigrati incontrati oggi a Torino, sarebbe nata la protesta e in particolare lo sciopero della fame delle persone coinvolte da tale presunto abuso. Al terzo giorno di sciopero della fame, secondo i migranti, le forze dell'ordine li avrebbero picchiati, la situazione sarebbe precipitata, fino ai disordini che tutti abbiamo visto. È importante che questa ricostruzione dei fatti di chi ha vissuto in prima persona la drammatica situazione del Cie di Lampedusa venga presa in considerazione e che si faccia luce su tale denuncia. È ancora più necessaria, alla luce di quanto raccontato da queste persone, l'istituzione di una commissione indipendente d'indagine.
Oggi - concludono Agnoletto e Deambrogio - nel Cie di Torino c'è grandissima ansia relativamente al decreto che prolunga la permanenza in questi centri per gli immigrati. Le 76 persone che si trovano già nella struttura piemontese, inclusi i tunisini arrivati da Lampedusa, si chiedono infatti se anche per loro varrà questo provvedimento».

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