
Il Pd è un ircocervo, un emulo del PDL col suo stesso programma (o quasi)
Caro Lerner,
da un pezzo sono "costretto" ad ammirarti per le tue appassionate battaglie a difesa della civiltà democratica dell’Italia per i rom, per gli ultimi, per i lavoratori, contro le stragi di una classe imprenditoriale cinica che tuttavia trova appoggi bipartisan.Ti sei fatte molte inimizie e tanti nemici ma sei diventato una delle poche voci democratiche della Repubblica.
Rispondi con sincerità a questa domanda: gli industriali che il PD ha imbarcato nel suo gruppo parlamentare sono gli epigoni di quella bella stirpe olivettiana che credeva e operava per andare oltre i limiti di Keines e verso un comunitarismo e la gestione civilissima della fabbrica nel territorio, nella sua cultura, nel rapporto con la città? Coloninno è come quei tanti industriali e banchieri che negli anni sessanta credettero davvero ad un modello sociale di crescita delle loro aziende con la crescita dei lavoratori?
Non è così: Colaninno, Caleari rappresentano la terza fase PD del rapporto con i lavoratori: a) dalla parte dei lavoratori; b) nè coi lavoratori nè con l’impresa, terzietà; c) dalla parte dell’impresa.
Ho provato un acuto senso di schifo quando Franceschini ha chiesto l’unità dei lavoratori ed ha comunicato il suo dolore per l’attuale divisione. Dolore che riguarda le resistenze della CGIL alla espropriazione del contratto coillettivo nazionale di lavoro! Si capisce che il dolore gli è procurato non dalla Mercegaglia Bonanni ed Angeletti ma dalla CGIL.. Ci fosse stato un solo accenno di Franceschini alle responsabilità di una classe imprenditoriale spesso parassitaria che vive mantenendo i lavoratori italiani in coda ai salari europei, letteralmente con le pezze al culo, non in grado di accedere ai marchingegni riguardanti auto ed elettrodomestici perchè con mille euro al mese non si fa da nessuna parte. Eppure, sebbene tutti sappiamo perfettamente quanta grande sia la sofferenza dei lavoratori italiani, non c’è politico della Oligarchia del Pensiero Unico Nazionale che, senza alcun pudore, non continui a chiedere ad essi e solo ad essi di rinunziare ancora. La proposta di Epifani di tassare un pochino i manager (spesso di stipendi pagati dai contribuenti) ha fatto saltare in aria molti compreso il team giuslavorista del PD... Il problema del PD non è di persone, del loro carisma, delle loro capacità mitologiche nell’olimpo della politica italiana fatta da mille oligarchi più altri centomila e centomila ancora che divorano la Nazione. Il problema del PD è che non convincerà mai la sua base popolare, la base ulivista comunista e cattolica, di fare la politica della Marcegaglia e del Vaticano. Purtroppo la tendenza del PD è quella di essere clone del PDL dappertutto almeno per quanti riguarda le grandi scelte della politica: la politica internazionale, la politica del lavoro, la politica del welfare. Per questo l’Italia non ha bisogno di un secondo e di un terzo partito di centro-destra. Ma di un grande partito socialdemocratico, quello stesso partito socialdemocratico che furono il PCI ed il PSI prima della sciagurata Bolognina e del craxismo.
da un pezzo sono "costretto" ad ammirarti per le tue appassionate battaglie a difesa della civiltà democratica dell’Italia per i rom, per gli ultimi, per i lavoratori, contro le stragi di una classe imprenditoriale cinica che tuttavia trova appoggi bipartisan.Ti sei fatte molte inimizie e tanti nemici ma sei diventato una delle poche voci democratiche della Repubblica.
Rispondi con sincerità a questa domanda: gli industriali che il PD ha imbarcato nel suo gruppo parlamentare sono gli epigoni di quella bella stirpe olivettiana che credeva e operava per andare oltre i limiti di Keines e verso un comunitarismo e la gestione civilissima della fabbrica nel territorio, nella sua cultura, nel rapporto con la città? Coloninno è come quei tanti industriali e banchieri che negli anni sessanta credettero davvero ad un modello sociale di crescita delle loro aziende con la crescita dei lavoratori?
Non è così: Colaninno, Caleari rappresentano la terza fase PD del rapporto con i lavoratori: a) dalla parte dei lavoratori; b) nè coi lavoratori nè con l’impresa, terzietà; c) dalla parte dell’impresa.
Ho provato un acuto senso di schifo quando Franceschini ha chiesto l’unità dei lavoratori ed ha comunicato il suo dolore per l’attuale divisione. Dolore che riguarda le resistenze della CGIL alla espropriazione del contratto coillettivo nazionale di lavoro! Si capisce che il dolore gli è procurato non dalla Mercegaglia Bonanni ed Angeletti ma dalla CGIL.. Ci fosse stato un solo accenno di Franceschini alle responsabilità di una classe imprenditoriale spesso parassitaria che vive mantenendo i lavoratori italiani in coda ai salari europei, letteralmente con le pezze al culo, non in grado di accedere ai marchingegni riguardanti auto ed elettrodomestici perchè con mille euro al mese non si fa da nessuna parte. Eppure, sebbene tutti sappiamo perfettamente quanta grande sia la sofferenza dei lavoratori italiani, non c’è politico della Oligarchia del Pensiero Unico Nazionale che, senza alcun pudore, non continui a chiedere ad essi e solo ad essi di rinunziare ancora. La proposta di Epifani di tassare un pochino i manager (spesso di stipendi pagati dai contribuenti) ha fatto saltare in aria molti compreso il team giuslavorista del PD... Il problema del PD non è di persone, del loro carisma, delle loro capacità mitologiche nell’olimpo della politica italiana fatta da mille oligarchi più altri centomila e centomila ancora che divorano la Nazione. Il problema del PD è che non convincerà mai la sua base popolare, la base ulivista comunista e cattolica, di fare la politica della Marcegaglia e del Vaticano. Purtroppo la tendenza del PD è quella di essere clone del PDL dappertutto almeno per quanti riguarda le grandi scelte della politica: la politica internazionale, la politica del lavoro, la politica del welfare. Per questo l’Italia non ha bisogno di un secondo e di un terzo partito di centro-destra. Ma di un grande partito socialdemocratico, quello stesso partito socialdemocratico che furono il PCI ed il PSI prima della sciagurata Bolognina e del craxismo.
la vignetta è del collaboratore di Lavoro e Salute Ferdinando Gaeta
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