18 dicembre 2006

ACQUA PUBBLICA: APPELLO A PETRELLA E VENDOLA

La posizione del Contratto Mondiale sull'Acqua sulle dimissione di Riccardo Petrella dalla Presidenza dell'Acquedotto Pugliese.
Spesso la fretta di prendere posizione non ci aiuta a valutare in modo ponderato cosa è successo. E quindi a recepire come, nostro malgrado, siamo coinvolti tutti ad agire ma anche a ricomporre il nostro fronte ed allargare il consenso attorno alle nostre idee rilanciandole con maggior forza. Questa premessa per segnalare che ci siamo imposti, prima di esprimere giudizi sotto l'effetto dei più disparati sentimenti, un momento didiscussione collettiva, come Comitato italiano ed a ciò è dovuto ilsilenzio di questi giorni. Per noi, prima d'ogni altra considerazione, le dimissioni di Riccardo Petrelladall'Acquedotto Pugliese sono un colpo che subiamo tutti: Il presidente Nichi Vendola, Riccardo Petrella, tutto il movimento alternativo, i partiti che si sono impegnati nel far assumere al Governo dell'Unione l'impegno di non privatizzare i servizi idrici, affermando il principio che proprietà e gestione devono restare pubblici, i sindacati che sono usciti dal silenzio, i comuni, le province e gli amministratori che non vogliono rompere i legamidiretti con i loro cittadini, le imprese pubbliche che hanno voluto restare tali malgrado i ricatti economici.E alla fine il colpo si ripercuoterà sullo stesso quadro politico nazionale, ne siamo certi. Perciò nessuno si salva col gioco delle accuse e tirandosi fuori. Tutti siamo chiamati a misurarci coi problemi posti, anche a quellicontrastanti posti da Vendola e da Petrella che non necessariamentedevono confliggere. Ricordandoci se mai l'avessimo dimenticato:- quanto sia pesante e determinante lo scontro che si gioca attornoalla gestione pubblica dell'AQP, alla privatizzazione dei seviziidrici nel nostro paese, alla mercificazione di un bene comune comel'acqua.- quanto sia dura e spesso senza risposta l'offensiva in atto nelle regioni da parte dei poteri economici forti e della maggior parte della politica italiana, trasversale al governo e all'opposizione, consociativa negli interessi, che sulle privatizzazioni, sulla ritirata dello stato dall'economia, sulla mercificazione dei beni comuni, oltre a costruire il proprio oligarchico potere, privatizza lapolitica stessa, cancella ogni cultura della res pubblica nella coscienza della gente, fa venir meno i legami che tengono assieme una comunità, sta uccidendo la democrazia e la fiducia nelle istituzioni.- quanto questa offensiva sia generale, e riguardi: la Lombardia con la legge regionale che obbliga alla privatizzazione, la Sicilia con il commissariamento dei comuni ribelli, la Toscana che respinge senzadiscuterla la legge d'iniziativa popolare. Infine le dimissioni ci segnalano che questa offensiva deiprivatizzatori ha incrinato il nostro fronte, proprio là, dove il movimento ha speso i suoi uomini più prestigiosi e collocato la sua trincea più avanzata: la gestione dell'acquedotto pugliese e ilbinomio Vendola - Petrella. E' da qui che deve partire ogni riflessione, il resto, anche se non vatrascurato, fa parte delle reazioni delle persone che sono state esono in prima linea, alle quali chiediamo di non chiudersi alla riflessione collettiva. Che proprio perché collettiva ed ha valenza politica, deve impegnare tutti : loro, noi movimento dell'acqua in primo luogo e poi imovimenti alternativi, le associazioni, le ONG, i partiti, i segretaridei partiti, l'associazione degli eletti dell'acqua che dopo esserestati eletti sono spariti, gli amministratori locali che imperterriti continuano nelle loro routine, gli intellettuali che non brillano inquesta occasione, i parroci, i media vicino ai movimenti. Tutti dovremmo chiederci: cosa abbiamo fatto, quante energie eattenzione abbiamo dedicato o stiamo dedicando per far crescere ediffondere la consapevolezza che stanno mercificando l'acqua e la vitastessa e che questo scontro tocca il più fondamentale dei diritti?Questo attacco è in atto oggi e riguarda tutti. Abbiamo saputo leggere nella compra-vendita dell'acqua tra Puglia, Basilicata, Molise, Campania la manifestazione della mercificazione dell'acqua ?Abbiamo compreso che nei debiti accumulati dalle passate gestioni dell'acquedotto pugliese con la banca Merrill Lynch, cosi come negli indebitamenti sui mercati finanziari di molti dei nostri comuni edaziende municipalizzate, c'è tutta la dimensione della politica chesi privatizza consegnando se stessa ed i beni di tutti noi cittadini alle banche? Abbiamo capito che per i servizi pubblici locali l'idea, espressa dal presidente della Lombardia, è quella di rendere"bancabili" tutti i servizi pubblici? E quella ancor più feroce delsottosegretario Letta che promette di stanare i "tesoretti compressi"dei servizi pubblici tenuti nascosti dai sindaci, per liberarli econsegnarli finalmente al mercato: al Monte dei Paschi, a Fideuram, a BancaIntesa, a Caltagirone a Suez? C'è l'immagine della banca Mac Quaireche acquista con una operazione da 14 miliardi di Euro la Thames Water e di fatto gestisce l'intero servizio idrico inglese ? Cosa stiamo facendo per organizzare la resistenza a questa prospettivadi mercificazione? Quanto abbiamo protestato, denunciato, chiesto ai partiti, al Governo Prodi il rispetto degli impegni presi nel programma dell'Unione ? Quanto ci siamo staccati dalle nostre abituali incombenze politiche e sociali, dalle nostre battaglie per desideri che scambiamo per dirittifondamentali per porre attenzione a quanto sta succedendo ad undiritto, ad un bene comune come quello all'acqua?I n Sicilia per l'acqua sono scesi in piazza: gli studenti, i sindacatii sindaci, e vincono. Perché solo in Sicilia? Da qui una considerazione alla quale però né Nichi Vendola né RiccardoPetrella possono sottrarsi. Ed è quella di un deficit di informazione e di rapporti con tutto il movimento nazionale nel merito dei problemi che sono sorti nel corsodi un anno e mezzo. La durezza dello scontro, le difficoltà, le pressioni politiche, i vincoli, gli ostacoli vecchi e nuovi, le diverse valutazioni chenascono dai diversi ruoli e dalle diverse esposizioni, potevano essere affrontate senza l'informazione e il coinvolgimento il più ampiopossibile della intera società civile, non solo pugliese? Noi pensiamo di no L'Acquedotto Pugliese e la Puglia, in quanto laboratorio, non potevano che essere una vetrina nazionale e internazionale. E gli ostacoli si rimuovono modificando i rapporti di forza, informando e con la mobilitazione delle coscienze dei cittadini. Noi non siamo tra quelli che banalizzano i problemi, sappiamo che non è facile muoversi tra i vincoli e i compromessi delle diverse istituzioni, che tutto non può essere reso di dominio pubblico, ma il silenzio per 18 mesi è stato pesante, sbagliato, controproducente e lagestione ha finito con l'apparire inevitabilmente una impresapersonale. E questo limite; guardiamoci un po' dentro; è nell'agire di molti nelmovimento. Infine la considerazione conclusiva è sul "che fare". Come Contratto Mondiale vogliamo indicare alcuni percorsi che riteniamo prioritari . La legge d'iniziativa popolare : questa è la priorità per noi e suquesta vanno tutti i nostri sforzi. La raccolta delle firme, i banchetti, il moltiplicarsi delleiniziative, viste come una occasione formidabile per allargare il fronte, rilanciare i valori e i contenuti di una battaglia per l'acquache ormai in tutto il mondo, è diventata una piccola lama che scava nel sistema, ne mostra la distruttività, l'arroganza, la debolezzaDentro a questo impegno poniamo il nodo del rilancio del rapporto conla politica che langue nei vincoli dell'esperienze di governo. Chiediamo ai parlamentari, ai sindaci, agli assessori, ai consiglieri, agli ATO, di organizzarsi per questa battaglia, di darsi forme dipresenza visibili, relazionabili con la società civile, di darsi unastrategia, una attivizzazione delle iniziative, delle scadenze, di costituire delle Reti a difesa dell'acqua pubbica. Poniamo il nodo del rapporto con le imprese pubbliche a partire da quelle che si sono rifiutate di andare a gara o di fondersi con altre, dall'acquedotto pugliese compreso perciò.Chiediamo a loro di associarsi, di costituirsi in soggetto politico ingrado di pesare nello scontro, di affermare il valore della respubblica, di iniziare l'effettiva ripubblicizzazione, di sperimentarela partecipazione. Abbiamo subito un colpo, ma spesso i colpi subiti si trasformano inoccasioni di rilancio, in opportunità per far conoscere meglio leproprie ragioni, per una maggiore chiarezza al nostro interno, per serrare le fila e darsi una mossa tutti quanti. Nel rapporto sullo sviluppo umano delle Nazioni Unite sta scritto chedi fronte a ciò che rappresenta il diritto all'acqua negato, chi nonsi impegna sarà sottoposto ad un verdetto della storia. Ecco, aquesto verdetto vogliamo andare tutti a testa alta?
Per il Comitato Italiano per una Contratto Mondiale sull'acqua:Emilio Molinari ( Presidente)

Milano 13 Dicembre 2006 - e-mail segreteria@contrattoacqua.it -tel.02.48703730www.contrattoacqua.it

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